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Le minacce del Mondo Blu

Il modulo esamina le sfide che il Mediterraneo affronta oggi, dalle minacce degli ancoraggi alle specie aliene, dall'inquinamento dato dalla plastica alla pesca insostenibile, dai cambiamenti climatici all'inquinamento chimico e sonoro.

Il respiro degli oceani

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Il Mar Mediterraneo ormai è un vero e proprio hotspot del cambiamento climatico: riscaldato sempre più rapidamente e sempre più salato. 

Gli oceani sequestrano oltre il 40% dell’anidride carbonica (mitigando così i cambiamenti climatici) e assorbono circa il 90% del calore dell’atmosfera (rinfrescando il pianeta). Queste funzioni si sommano ad altre fondamentali, come la produzione di cibo (quasi il 30% delle proteine totali), e ossigeno (circa il 50% di tutto quello disponibile). Ma tutti questi servizi dipendono dalla loro salute.  

Oggi però è sempre più evidente che mari e oceani si sono ammalati: si stanno acidificando e scaldando troppo velocemente, soprattutto il Mediterraneo, con effetti negativi sugli organismi marini e sugli ecosistemi. 

Eppure, è proprio nella difesa della biodiversità la nostra salvezza contro gli effetti del cambiamento climatico: le specie marine a tutti i livelli della catena alimentare contribuiscono allo stoccaggio naturale a lungo termine del “carbonio blu”, trasferendolo dalla superficie alle profondità oceaniche e ai sedimenti. 

Le praterie di Posidonia oceanica, il fitoplancton, giganti fragili come le balene e predatori apicali come il tonno rosso e gli squali contribuiscono a regolamentare il clima del nostro pianeta tramite il sequestro di carbonio e la produzione di ossigeno.

La richiesta del WWF Italia

Il WWF indica nel report diverse soluzioni concrete per contrastare gli impatti del cambiamento climatico, a cominciare dall’abbattimento delle emissioni climalteranti e dalla transizione energetica. È indispensabile, inoltre, proteggere il prezioso scrigno di biodiversità nonché scudo contro il cambiamento climatico che è il Mar Mediterraneo, prima fra tutte la protezione efficace del 30% del suo spazio marittimo entro il 2030. 

Inoltre, proteggere i corridoi ecologici vitali per la sopravvivenza di numerose specie migratorie come le balene, favorire lo sviluppo di una pesca più sostenibile, e pianificare l’utilizzo dello spazio marittimo rispettando l’ecosistema marino, sotto la guida della Direttiva Europea.


Questa lettura è estratta dall'articolo "Il respiro degli oceani è in affanno”.

Leggi l'articolo completo a questo link: wwf.it/pandanews/ambiente/giornata-degli-oceani-il-loro-respiro-in-affanno